Artrosi del ginocchio: la nuova frontiera delle infiltrazioni di grasso autologo

L’artrosi al ginocchio è una delle patologie ortopediche più diffuse, in particolare tra i pazienti over 60. Si tratta di una patologia degenerativa che colpisce la cartilagine articolare, la quale con il tempo tende a consumarsi, causando attrito tra le ossa, dolore, rigidità e gonfiore.

Tuttavia, oggi la medicina rigenerativa offre nuove soluzioni per chi soffre di questa condizione: tra queste, l’utilizzo del proprio grasso come risorsa per ritardare l’intervento di protesi e migliorare significativamente la qualità della vita. Scopriamo in cosa consiste questa tecnica e quali benefici può portare ai pazienti.


Cos’è l’artrosi del ginocchio e come si manifesta

L’artrosi del ginocchio si manifesta con una progressiva usura della cartilagine articolare. Questa sostanza elastica e resistente ha il compito di proteggere le estremità ossee dell’articolazione, facilitandone il movimento.

Quando la cartilagine si assottiglia o si consuma, le ossa iniziano a sfregare tra loro, generando dolore, gonfiore e difficoltà nei movimenti. I sintomi tipici sono la rigidità articolare, soprattutto al mattino o dopo un periodo di inattività, la ridotta mobilità e, in alcuni casi, deformità visibili del ginocchio.


I trattamenti conservativi per rallentare l’usura articolare

Prima di ricorrere all’impianto di una protesi, è possibile seguire diversi trattamenti conservativi. Tra questi rientrano fisioterapia, farmaci antinfiammatori, infiltrazioni di acido ialuronico e, più recentemente, la medicina rigenerativa.

Quest’ultima rappresenta un’opzione innovativa per intervenire direttamente sui tessuti danneggiati e stimolare la loro riparazione. In particolare, l’utilizzo del tessuto adiposo del paziente permette di ottenere un effetto rigenerante e antinfiammatorio grazie alle cellule mesenchimali in esso contenute.


L’infiltrazione di grasso autologo: una terapia rigenerativa

La metodica prevede il prelievo del grasso corporeo del paziente attraverso una mini-liposuzione in anestesia locale, generalmente dall’addome o dalla coscia.

Il tessuto adiposo viene quindi micro-frammentato e filtrato per isolare le cellule mesenchimali, cellule staminali adulte multipotenti che possono differenziarsi in diverse linee cellulari. Queste cellule vengono subito iniettate nell’articolazione del ginocchio. La procedura dura circa 20 minuti, non richiede ricovero e si svolge in regime ambulatoriale.


Come agiscono le cellule mesenchimali sul ginocchio

Le cellule mesenchimali esercitano una duplice funzione. Da un lato contribuiscono alla rigenerazione della cartilagine articolare, stimolando la produzione di nuove cellule cartilaginee.

Dall’altro, migliorano lo stato della membrana sinoviale, il tessuto che nutre e lubrifica l’articolazione. Una membrana sinoviale sana garantisce una migliore “alimentazione” alla cartilagine, rallentandone la degenerazione. In questo modo si ottiene una riduzione del dolore, una maggiore fluidità nei movimenti e un miglioramento complessivo della funzione articolare.


A chi è consigliato questo trattamento?

L’infiltrazione di grasso autologo è indicata per i pazienti con artrosi non in stadio avanzato, ovvero con una degenerazione articolare ancora contenuta.

Si rivolge a un’ampia fascia di popolazione: dagli sportivi tra i 35 e i 50 anni che accusano usura precoce dell’articolazione, fino ai pazienti più anziani che desiderano rinviare il ricorso alla protesi. Questa tecnica è particolarmente utile nei casi in cui si voglia evitare un intervento chirurgico invasivo, pur ottenendo un miglioramento significativo dei sintomi.


Benefici, sicurezza ed efficacia del trattamento

Il principale beneficio per il paziente è la riduzione del dolore e il recupero di una maggiore mobilità del ginocchio. In molti casi si osserva anche una diminuzione del gonfiore e della rigidità articolare.

L’efficacia è stata confermata da studi recenti: in una casistica seguita per tre anni, circa l’80% dei pazienti ha mantenuto risultati positivi nel tempo. Inoltre, la procedura non comporta rischi significativi: trattandosi di cellule autologhe, non vi è rischio di rigetto o complicanze immunologiche. Al massimo, il trattamento può risultare inefficace, ma non dannoso.


Quali attività evitare e quanto camminare con l’artrosi

Con l’artrosi al ginocchio, alcune precauzioni sono fondamentali. È sconsigliato praticare sport ad alto impatto come corsa su asfalto o salti prolungati.

Anche stare a lungo in ginocchio o in posizioni accovacciate può peggiorare la sintomatologia. Camminare, invece, è altamente consigliato, purché in modo controllato e su superfici piane: una passeggiata di 30-45 minuti al giorno, anche spezzata in due momenti, può essere utile per mantenere in attività l’articolazione e stimolare la produzione di liquido sinoviale.

Grazie al trattamento rigenerativo con cellule mesenchimali, molti pazienti hanno potuto riprendere camminate anche lunghe, escursioni nei boschi e attività prima impossibili a causa del dolore.


Un nuovo orizzonte per chi soffre di artrosi

Le infiltrazioni di grasso autologo rappresentano una promettente alternativa per la gestione dell’artrosi del ginocchio. Si tratta di un approccio poco invasivo, sicuro e scientificamente validato, che permette di rallentare l’evoluzione della patologia degenerativa e migliorare sensibilmente la qualità della vita.

Per i pazienti che vogliono evitare o rimandare l’intervento di protesi, questa terapia può rappresentare una concreta possibilità di tornare a muoversi con libertà.

Per approfondire o valutare il trattamento, è possibile richiedere una visita specialistica presso il nostro centro ortopedico.

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